Case ” intelligenti ” per i nuovi vecchi

25 Giugno 2012 da IMCI-Doc0
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Semplificare la vita renderà gli over 65 più autonomi. Sensori rileva parametri, braccialetti SOS e portapillole parlanti

Anche la tecnologia può aiutare gli anziani ad avere una vita più facile. Ed è questa una delle missioni di Italia Longeva, l’Agenzia nazionale dedicata all’invecchiamento, creata dal Ministero della Salute, dalla Regione Marche e dall’Istituto nazionale di ricerca e cura dell’anziano (Inrca) che sarà presentata ufficialmente il prossimo 14 giugno ad Ancona. «L’anziano che verrà non è un vecchio passivo, non autosufficiente, ma un ex baby boomer attivo, dinamico, abile, che difficilmente accetterà di non essere assistito per i suoi eventuali bisogni — spiega Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva —. La tecnologia può e potrà aiutare sempre più gli anziani: si va da tutto ciò che può servire a rendere la casa sicura, a braccialetti che rilevino se l’anziano è caduto e ha bisogno di aiuto, fino all’uso della telemedicina che consente la trasmissione dei dati sanitari più importanti a partire da microsensori per rilevare l’elettrocardiogramma, la glicemia e così via. Renderanno la vita facile anche i nuovi cellulari "semplificati" pensati per gli anziani, che non siano impossibili da usare per chi ad esempio soffre di artrosi, o ancora le lavatrici con un solo bottone».

CASA DOMOTICA – Questi e altri progetti fanno parte degli obiettivi del consorzio HomeLab per la domotica, promosso da Italia Longeva, che mira a rendere le abitazioni a misura di anziano per consentire a tutti di stare a casa propria più tempo possibile. «Vorremmo anche che il primato di longevità dell’Italia si trasformasse in un’opportunità di crescita per il Paese: i nuovi anziani dovrebbero essere di stimolo alle imprese per produrre materiali, manufatti e servizi esportabili poi in tutto il mondo occidentale che invecchia» dice Bernabei. Viene da chiedersi però quando tutto questo sarà davvero a disposizione degli anziani e soprattutto se sarà veramente fruibile: per il momento, stando ai dati Istat, l’unico bene tecnologico posseduto dalla maggioranza degli over 65 è il cellulare, meno del 10 per cento ha il computer o l’accesso a internet. Siamo sicuri che saranno in grado di vivere in una casa "intelligente"?

TECNOLOGIE A BASSO COSTO – «La diffusione a livello nazionale di tecnologie domotiche è ancora scarsa ma i nuovi progetti sono a buon punto e non stiamo parlando di fantascienza, bensì di possibilità a portata di mano — risponde Roberto Bernabei —. Trattandosi di tecnologie pensate per l’anziano, saranno tutte semplici da usare e pure a basso costo. E ben presto saranno anziane generazioni più abituate a dialogare con i computer: tutto diventerà ancora più facile per un maggior numero di anziani. L’essenziale è rendere gli over 65 il più possibile autonomi, aumentarne gli spazi di autosufficienza, semplificarne le condizioni di vita: in questo modo si conterranno anche i costi per il Servizio Sanitario». «L’obiettivo non è guarire l’anziano, perché quasi sempre ha malattie croniche da cui non si esce — interviene il geriatra Niccolò Marchionni —. Lo scopo oggi è far sì che resti a casa e sia efficiente il più a lungo possibile. Le nuove tecnologie semplificate serviranno a permetterlo, in moltissime occasioni. Basti pensare, per esempio, ai benefici che potrebbero dare scatole di farmaci intelligenti che ricordino quando è l’ora di prendere la pillola o che suonino un allarme se si dimentica di assumerla. Sarebbero utilissime e oggi non sono affatto impossibili da mettere a punto».

11.06.2012

Istituto Medico Chirurgico - Termoli aut. san. reg. n.138 del 31.08.2011