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Questa immagine mette a confronto due bulbi oculari, uno sano e uno glaucomatoso.

Il glaucoma è una malattia caratterizzata da pressione intraoculare, con lesioni del nervo ottico che provocano perdita della vista e come estrema conseguenza cecità.

Nel glaucoma, il drenaggio dei liquidi dalla camera anteriore dell`occhio avviene troppo lentamente, provocandone un accumulo che danneggia il nervo ottico e l`occhio, con perdita della visione.

La diagnosi avviene attraverso la misurazione della pressione intraoculare.


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Le mammelle sono delle prominenze della cute localizzate in corrispondenza della faccia anteriore del torace tra la terza e la settima costa, in sede paramediana, e sono tra loro separate da un solco (il seno). Altre ghiandole mammarie accessorie e capezzoli possono talora essere riscontrati lungo la “linea del latte”, tra l’ascella e la sinfisi pubica.

Le dimensioni e la consistenza di una mammella dipendono dal volume dell’apparato ghiandolare, dalla sua componente adiposa e da fattori ormonali. Esse sono rudimentali nell’uomo, sviluppate, a seconda dell’età, nella donna. La forma della mammella può variare in relazione all’età, all’allattamento, all’effetto della gravità.
La mammella è caratterizzata da una cute sottile, e da una porzione centrale bruna pigmentata, l’areola mammaria, nel cui contesto sono presenti alcune piccole ghiandole (del Montgomery), e al cui centro v’è una prominenza, il capezzolo.
Il capezzolo ha forma variabile (fattore che influenza la suzione) a seconda degli individui, e a seconda dello stato di contrazione della muscolatura liscia in esso presente che ne determina l’erezione (telotismo). In corrispondenza del capezzolo sboccano i dotti galattofori, attraverso i quali fuoriesce il secreto, circondati da terminazioni nervose
La ghiandola mammaria è localizzata in corrispondenza del tessuto sottocutaneo, ha forma conica, con base in corrispondenza del muscolo grande pettorale. La ghiandola mammaria è una ghiandola tubuloalveolare composta: è formata da alveoli, raggruppati in lobuli, che a loro volta formano lobi. Negli alveoli avviene la secrezione di latte che da questi fluisce in dotti lobulari e quindi nei dotti galattofori fino al capezzolo.
Le mammelle svolgono la loro funzione durante l’allattamento, che ha inizio 24 ore circa dopo il parto con la “montata lattea”. Nei primi due giorni circa viene prodotto il “colostro” cui segue la secrezione di latte.
Immagine: in alto, vista frontale della ghiandola mammaria nella propria sede, previa incisione dei tessuti cutanei. In basso mammella in sezione sagittale. G: ghiandola mammaria; a: areola mammaria; c: capezzolo; P: muscolo grande pettorale


1. Hpv – Human papilloma virus – è un virus molto comune di cui oltre 30 tipi infettano l`area genitale. Di essi circa 15 sono definiti ad alto rischio oncogeno.

2. L`infezione genitale da Hpv è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale. Perché vi sia contagio, però, non è necessario il rapporto sessuale ma basta anche un semplice contatto cutaneo nell`area genitale.

3. Circa l`80% della popolazione femminile si infetta con questo virus nel corso della propria vita.  Anche se nella maggior parte de casi l`infezione viene eliminata, in caso di persistenza può però degenerare in lesione tumorale. Chi ha avuto precedenti infezioni da Hpv non è inoltre immune da successive infezioni.

4. I ceppi oncogeni di Hpv più comuni sono il 16 e il 18, che insieme causano oltre il 70% dei tumori al collo dell`utero. Altri ceppi, come il 6 e l`11, possono invece provocare verruche genitali e lesioni di basso grado della cervice.

5. L`infezione da Hpv è asintomatica: una donna può aver contratto il virus oncogeno da molti anni senza neanche saperlo.

Come si previene il cancro al collo dell`utero

6. L`infezione da Hpv non si può curare. Quella provocata dai ceppi di Hpv oncogeno e quella causata dalle forme virali responsabili delle verruche genitali può essere prevenuta attraverso la vaccinazione. La vaccinazione attualmente disponibile è indicata per le adolescenti e le giovani donne dai 9 ai 26 anni di età.

7. L`esecuzione del pap-test è il metodo più efficace per rilevare le anomalie cellulari del collo dell`utero, che possono costituire i segni precoci del cancro. 

8. Nei casi di anomalie del collo dell`utero evidenziate dal pap-test si può effettuare un Hpv test, dal quale emerge se l`infezione è provocata da ceppi oncogeni o meno tramite l`individuazione del Dna virale.

A cosa serve il pap-test

9. Il pap-test rileva le alterazioni delle cellule del collo dell`utero che potrebbero evolvere verso un carcinoma. Si consiglia l`esecuzione regolare di questo esame ogni 3 anni dai 25 ai 64 anni di età.

10. Il pap-test non previene l`infezione da Hpv, ma aiuta a individuare i primissimi segni della malattia.


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