In occasione delle sessioni scientifiche del XIII Congresso della European Federation of Neurological Sciences (EFNS), esperti internazionali hanno presentato gli ultimi risultati clinici in tema di gestione presente e futura della Malattia di Parkinson (MP).

Il Dottor Werner Poewe, Professore di Neurologia e Direttore della Divisione di Neurologia dell’Ospedale Universitario di Innsbruck, Austria, ha affermato: “Una della principali sfide nella gestione della Malattia di Parkinson è la somministrazione personalizzata della terapia farmacologica, per migliorare l’aderenza alla terapia e renderla sia più semplice per i pazienti, che d’aiuto per i medici nella scelta della strategia terapeutica migliore”. Evidenziando l’importanza di migliorare l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti con una somministrazione semplificata, attraverso lo sviluppo di nuove formulazioni, il Professor Poewe ha commentato: “Sappiamo già che pramipexolo nella formulazione a rilascio immediato è molto efficace sui sintomi del Parkinson e con un regime di somministrazione semplice. La formulazione, in un’unica somministrazione giornaliera, può aiutare ulteriormente i malati di Parkinson in quanto riduce il numero di compresse che devono prendere al giorno.”

A giugno 2009, CHMP, il Comitato che valuta i Farmaci per l’Uso Umano dell’EMEA, l’Agenzia Europea per il controllo e la valutazione dei farmaci, ha espresso parere positivo, raccomandando l’approvazione di pramipexolo nella formulazione in compresse a rilascio prolungato per il trattamento del Parkinson, in tutti i paese UE e dell’Area Economica Europea.1 Il parere positivo di CHMP è giunto a seguito di risultati di studi clinici che hanno confermato elevati benefici terapeutici di pramipexolo anche quando è somministrato nella comoda formulazione a rilascio prolungato (somministrazione unica giornaliera).2-8

Il gruppo di esperti ha inoltre sottolineato che nei pazienti la progressione della malattia comincia anni prima che i sintomi siano riconoscibili, anche se ancora non si sa quanto duri questa fase asintomatica. Le attuali carenze in termini di diagnosi precoce e precisa della Malattia di Parkinson (non c’è un unico test diagnostico affidabile) determinano ritardi nell’avvio della terapia con potenziali conseguenze negative sull’evoluzione della malattia.9,10

Parlando della complessità dei sintomi, il Dottor Olivier Rascol, Professore di Farmacologia Clinica della Clinica Universitaria di Tolosa, Franca, si è così espresso: “L’aspetto interessante è che non c’è un paziente che abbia gli stessi identici sintomi di un altro e questo fa sì che per i medici la diagnosi diventi ancor più sfidante. Ad esempio, i sintomi non motori spesso precedono i sintomi motori più caratteristici della Malattia di Parkinson. I sintomi non motori hanno conseguenze significative sulla qualità della vita dei pazienti ma possono anche essere indicatori di una patologia neurodegenerativa progressiva quale il Parkinson. Questi aspetti ci fanno riflettere sulla necessità di adattare i criteri diagnostici e su quando e come curare i malati di Parkinson.”

Una recente pubblicazione sull’ European Journal of Neurology9 ha citato i risultati di uno studio sul Parkinson diretto dal Professor Paolo Barone, che ha evidenziato che i sintomi depressivi correlati al Parkinson possono migliorare con farmaci come pramipexolo, aprendo così la strada a nuovi approcci nella gestione dei sintomi non motori, oltre a controllare gli stessi sintomi motori.11

In conclusione, il principale autore della pubblicazione scientifica di cui sopra,9 Professor Anthony Schapira, Presidente della Divisione Universitaria di Neuroscienze Cliniche, Istituto di Neurologia, Queen Square e Professore di Neurologia presso il National Hospital and Royal Free Hospital di Londra, ha sottolineato che: “La natura individuale della Malattia di Parkinson crea vaste esigenze terapeutiche. L’obiettivo primario della terapia farmacologica è il controllo efficace dei sintomi motori e non motori in tutti gli stadi della MP per consentire a chi ne soffre di continuare a svolgere le normali attività quotidiane. Se, in aggiunta, si può migliorare l’aderenza alla terapia da parte del paziente con un farmaco come pramipexolo, che consente un regime di somministrazione semplificato con una sola compressa giornaliera, come medico, sono certo che una volta approvato tale farmaco darà ulteriori benefici ai malati di Parkinson rispetto a quelli già riscontrati ad oggi nella formulazione a rilascio immediato.”


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Questa immagine mette a confronto due bulbi oculari, uno sano e uno glaucomatoso.

Il glaucoma è una malattia caratterizzata da pressione intraoculare, con lesioni del nervo ottico che provocano perdita della vista e come estrema conseguenza cecità.

Nel glaucoma, il drenaggio dei liquidi dalla camera anteriore dell`occhio avviene troppo lentamente, provocandone un accumulo che danneggia il nervo ottico e l`occhio, con perdita della visione.

La diagnosi avviene attraverso la misurazione della pressione intraoculare.


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Le mammelle sono delle prominenze della cute localizzate in corrispondenza della faccia anteriore del torace tra la terza e la settima costa, in sede paramediana, e sono tra loro separate da un solco (il seno). Altre ghiandole mammarie accessorie e capezzoli possono talora essere riscontrati lungo la “linea del latte”, tra l’ascella e la sinfisi pubica.

Le dimensioni e la consistenza di una mammella dipendono dal volume dell’apparato ghiandolare, dalla sua componente adiposa e da fattori ormonali. Esse sono rudimentali nell’uomo, sviluppate, a seconda dell’età, nella donna. La forma della mammella può variare in relazione all’età, all’allattamento, all’effetto della gravità.
La mammella è caratterizzata da una cute sottile, e da una porzione centrale bruna pigmentata, l’areola mammaria, nel cui contesto sono presenti alcune piccole ghiandole (del Montgomery), e al cui centro v’è una prominenza, il capezzolo.
Il capezzolo ha forma variabile (fattore che influenza la suzione) a seconda degli individui, e a seconda dello stato di contrazione della muscolatura liscia in esso presente che ne determina l’erezione (telotismo). In corrispondenza del capezzolo sboccano i dotti galattofori, attraverso i quali fuoriesce il secreto, circondati da terminazioni nervose
La ghiandola mammaria è localizzata in corrispondenza del tessuto sottocutaneo, ha forma conica, con base in corrispondenza del muscolo grande pettorale. La ghiandola mammaria è una ghiandola tubuloalveolare composta: è formata da alveoli, raggruppati in lobuli, che a loro volta formano lobi. Negli alveoli avviene la secrezione di latte che da questi fluisce in dotti lobulari e quindi nei dotti galattofori fino al capezzolo.
Le mammelle svolgono la loro funzione durante l’allattamento, che ha inizio 24 ore circa dopo il parto con la “montata lattea”. Nei primi due giorni circa viene prodotto il “colostro” cui segue la secrezione di latte.
Immagine: in alto, vista frontale della ghiandola mammaria nella propria sede, previa incisione dei tessuti cutanei. In basso mammella in sezione sagittale. G: ghiandola mammaria; a: areola mammaria; c: capezzolo; P: muscolo grande pettorale


1. Hpv – Human papilloma virus – è un virus molto comune di cui oltre 30 tipi infettano l`area genitale. Di essi circa 15 sono definiti ad alto rischio oncogeno.

2. L`infezione genitale da Hpv è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale. Perché vi sia contagio, però, non è necessario il rapporto sessuale ma basta anche un semplice contatto cutaneo nell`area genitale.

3. Circa l`80% della popolazione femminile si infetta con questo virus nel corso della propria vita.  Anche se nella maggior parte de casi l`infezione viene eliminata, in caso di persistenza può però degenerare in lesione tumorale. Chi ha avuto precedenti infezioni da Hpv non è inoltre immune da successive infezioni.

4. I ceppi oncogeni di Hpv più comuni sono il 16 e il 18, che insieme causano oltre il 70% dei tumori al collo dell`utero. Altri ceppi, come il 6 e l`11, possono invece provocare verruche genitali e lesioni di basso grado della cervice.

5. L`infezione da Hpv è asintomatica: una donna può aver contratto il virus oncogeno da molti anni senza neanche saperlo.

Come si previene il cancro al collo dell`utero

6. L`infezione da Hpv non si può curare. Quella provocata dai ceppi di Hpv oncogeno e quella causata dalle forme virali responsabili delle verruche genitali può essere prevenuta attraverso la vaccinazione. La vaccinazione attualmente disponibile è indicata per le adolescenti e le giovani donne dai 9 ai 26 anni di età.

7. L`esecuzione del pap-test è il metodo più efficace per rilevare le anomalie cellulari del collo dell`utero, che possono costituire i segni precoci del cancro. 

8. Nei casi di anomalie del collo dell`utero evidenziate dal pap-test si può effettuare un Hpv test, dal quale emerge se l`infezione è provocata da ceppi oncogeni o meno tramite l`individuazione del Dna virale.

A cosa serve il pap-test

9. Il pap-test rileva le alterazioni delle cellule del collo dell`utero che potrebbero evolvere verso un carcinoma. Si consiglia l`esecuzione regolare di questo esame ogni 3 anni dai 25 ai 64 anni di età.

10. Il pap-test non previene l`infezione da Hpv, ma aiuta a individuare i primissimi segni della malattia.


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6 Febbraio 2009 IMCI-DocA0

È l’esame più preciso per valutare forma e calibro delle arterie. È una tecnica di visualizzazione radiologica di un’arteria determinata mediante l’introduzione di un mezzo di contrasto radiopaco.

A che serve

Principalmente viene utilizzata per la diagnosi delle affezioni a carico del cuore e dei grossi vasi (angiocardiografia) e delle arterie periferiche (arteriografia). L’angiografia cerebrale, dopo l’avvento della TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) e della RMN (Risonanza Magnetica), ha perso importanza per valutare l’esatta posizione ed il grado di vascolarizzazione di lesioni intracraniche, ma rimane di primaria importanza per la diagnosi di stenosi o di occlusioni delle arterie, di anomalie congenite o malformazioni dei vasi cerebrali, di trombosi dei seni venosi della dura madre. L’angiografia è una tecnica altamente sensibile in altri distretti corporei: consente di localizzare con precisione tumori delle cellule del pancreas, di individuare emboli polmonari, lesioni della vascolarizzazione renale (integrando i dati della TAC), ischemie o emorragie nel tratto gastrointestinale o malformazioni del tessuto epatico.

Come si esegue

L’angiografia viene effettuata incannulando, mediante speciali cateteri, le arterie dell’organo da esaminare, introducendo il mezzo di contrasto (a base di iodio) e registrando le immagini radiografiche ad un ritmo di circa 3-6 sec.; il mezzo di contrasto viene poi eliminato per via renale.



12 – 13 Marzo 2009 

Bologna – Royal Hotel Carlton

  • 4° Convegno di formazione teorico-pratico multidisciplinare:

La sincope e le perdite transitorie di coscienza di sospetta natura sincopale

  • 2a Conferenza sui Sistemi di Monitoraggio in Cardiologia
  • 1a Convention delle Syncope Unit

 

Segreteria organizzativa:

Adria Congrex

Via Sassonia, 30

47900 Rimini

Tel. +39 0541 305839-811

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Mail to: info.sincope2009@gimsi.it

 

 


Istituto Medico Chirurgico - Termoli aut. san. reg. n.138 del 31.08.2011